Perché ho aggiunto gli Agenti AI (e rifatto lo Studio)

Questa settimana ho lavorato su due parti del sito che avevano bisogno di attenzione, e le racconto qui perché il "perché" conta più del "cosa".
Mancava una pagina sugli agenti AI
"Agente AI" è ovunque, ma è anche uno dei termini più abusati del momento — usato per indicare tutto, da un semplice chatbot a un sistema che scrive ed esegue codice da solo. Mi capitava spesso di doverlo spiegare da capo a chi mi contattava, sempre con parole leggermente diverse. Aveva senso scriverlo una volta bene.
Così è nata la pagina Agenti AI: cos'è davvero un agente, in cosa si distingue da un assistente conversazionale, quali tipologie esistono (RAG agent, multi-agent, agenti di automazione, coding agent) e — la parte che uso più spesso in pratica — quando NON ha senso usarne uno, perché a volte un'automazione classica fa lo stesso lavoro con molta meno complessità.
Lo Studio aveva un bug silenzioso
Più di una persona mi ha detto che lo Studio 3D sembrava "una stanza vuota con una consolle piccola in mezzo". Aprendo il codice ho trovato il motivo: nella scena Three.js esistevano già le funzioni per le luci fluttuanti e per i pannelli olografici a parete — scritte, complete, con le posizioni calcolate apposta per le dimensioni della stanza — ma non venivano mai richiamate all'inizializzazione. Probabilmente sono rimaste fuori durante un refactor precedente.
Le ho riattivate. Non è un redesign — è la scena che era già stata pensata, finalmente resa visibile per intero.
Se lavori con Three.js: vale sempre la pena controllare quali funzioni sono definite ma mai chiamate. È un bug silenzioso — nessun errore in console, la scena "funziona" comunque, semplicemente mostra meno di quanto potrebbe.
Prossimo passo sullo Studio: qualche elemento di arredo in più (cavi, pannelli acustici, qualche imperfezione) per renderlo ancora più credibile come stanza vissuta, non solo come rendering pulito.
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